Intervista a Matteo Fabbri

RS: Da quanto tempo surfi, dove e come hai iniziato?                                                                 MATTEO: Ho iniziato all’età di 8 anni per gioco con i miei amici con i primi bodyboard in polistirolo, poi il passo alla prima tavola è stato immediato, dato che mio babbo praticava windsurf fin dalle origini e a quel tempo era costretto a farsi le tavole da solo, portando a casa anche ottimi risultati agonistici. Vedendomi divertire tra le onde decise allora di ritirare fuori tutti gli strumenti del mestiere che non usava ormai più da almeno 20 anni e riuscì a costruirmi la mia prima tavola da surf. Nello stesso periodo si stava creando il Monkey Surf Club proprio al mio stabilimento, la zona 95 di Riccione, e venni subito preso dai fondatori (Andrea Tordi, Stefano Sanchi, Michele Tamagnini) e tirato in acqua ad ogni mareggiata minuscola o grande, e dai li iniziò tutto.

RS: Il tuo spot preferito in Romagna?                                                                                             MATTEO: Sicuramente il mio home spot, Riccione il Porto, quando lavora con lo scirocco con la giusta marea, la giusta mareggiata e il garbino, è forse il posto che preferisco in assoluto. Ho tutta le tavole che voglio li al bagno e posso cambiare di continuo dal long alla short. Nelle buone giornate riesce a fare delle belle barre dritte che corrono per oltre 150 metri. Dovrebbe solo farle più spesso!!!! Poi mi piace molto l’Osteria a Misano, quando lavora bene si riescono a fare dei bei tubini; poi un pelo prima di Porto Verde in mezzo alle scogliere con la bora in scaduta se trovi la giusta secca, con la short due belle onde brevi ma intense le rimedi sempre.

RS: Il tuo spot preferito all’estero?                                                                                                 MATTEO: Di sicuro Lowers Trestles, a San Clemente in California che con la sua varietà di picchi in una giornata riesci a trovare tutti i tipi di onda che cerchi, dal point lento da long a San-O, al point di Church dove fa una destra scavata anche da short, per poi andare più in su a Lowers con il suo picco a frame che non ha bisogno di spiegazioni, fino ad arrivare in cima alla punta dove c’è una specie di beach break chiamato Cottons dove arrivano onde destre e sinistre ripide e potenti.

      RS: Quali paesi hai visitato per surfare?                                                                             MATTEO: Parecchi, diciamo che l’Europa, togliendo i paesi del nord più o meno l’ho fatta tutta più di una volta, Canarie, Marocco. In California ci sono stato già quattro volte ma penso di tornarci anche quest’inverno, Messico due volte e anche in Brasile. Mi manca l’oceano Indiano, anche se ho surfato solo un paio di giorni una bella onda sinistra su un basso reef a Mauritus che non era per niente male. Poi mi piacerebbe andare in Australia, Nuova Zelanda, e il Giappone mi ha sempre attirato per la sua cultura oltre alle sue onde.

RS: Hai partecipato a tantissime gare ottenendo anche ottimi risultati. Quali sono state le esperienze che ricordi maggiormente?                                                                                     MATTEO: Ho avuto moltissime esperienze, momenti bellissimi che mi tornano sempre in mente, come le trasferte con la nazionale juniores per partecipare ai mondiali in California nel 2005, in Brasile nel 2006 e sempre nel 2006 forse l’esperienza più bella con il 5° posto nella categoria longboard, in una giornata con onde di 3 metri e mare attivo, al mio primo contest di longboard, mancando però purtroppo di 0,2 la qualificazione alla finale. Poi le gare vinte a casa, davanti ai tuoi amici hanno un bel significato, ma anche le gare vinte nel resto dell’Italia su onde di qualità con avversari forti molte volte anche cari amici che ti spingono sempre a migliorare, togliendoti delle grandi soddisfazioni.

      RS: Ormai sei famoso per essere uno dei longboarder più forti in Italia, ma noi sappiamo che sei molto forte anche con la shortboard. Qual’ è il tuo segreto?        MATTEO: Ahahahah, grazie mille per i complimenti. Penso di non avere un segreto, forse il fatto di surfare con poca frequenza e la maggior parte delle volte su onde di pessima qualità ti porta ad apprezzare onde che per altri abituati a standart più alti non ne varrebbe neanche la pena buttarsi. Invece noi della costa est dobbiamo prendere quello che c’è e cercare di fare il meglio che si può anche se le onde sono incasinate e ventose ed uscire dall’acqua sempre con il sorriso. Invece la short mi è sempre piaciuta e diciamo che mi aiuta molto con il long moderno, poi quando le onde sono corte ma ripide non c’è niente di meglio!

RS: Dopo tutti i modelli diversi che hai provato, hai una tavola preferita?                    MATTEO: Questa è proprio una bella domanda, tra la cantina/garage a casa e il tunnel al mare penso di superare le 12 tavole tra short di vari tipi, fish, single fin, mini simmons, long classici, long moderni e ogni tanto anche sup, partendo dal 5’2 arrivando al 10′, trovare una tavola preferita faccio molta fatica. Diciamo che se sono ancora nelle mie mani vuol dire che ci sono particolarmente legato. Mi piace molto variare il mio surf, provare tavole nuove, capire come vanno e su che tipo di onda potrebbero dare il loro meglio, poi dopo quest’ultimo viaggio in California la mia fame di tavole si sta sempre più espandendo. Adesso mi vorrei fare una alaia e una handplanes perchè ultimamente sto andando in acqua con una racchetta di legno da beach tennis, va anche, ma mi sa che non è la stessa cosa :-)

RS: Preferiresti un bel metro e mezzo ripido ma corto ai Palazzoni o mezzo metrino lungo e glassy al Porto di Riccione?                                                                                         MATTEO: Subito su due piedi direi mezzo metro lungo e glassy al Porto, ma un bel metro e mezzo bello scavato e con una buona frequenza ai Palazzoni è proprio quello che avrei bisogno in questo momento.

RS: Quando i surfisti delle coste ovest italiane ti chiedono se in Riviera si surfa tu cosa rispondi?                                                                                                                                    MATTEO: Eheheh, prima gli rispondo che assolutamente le onde sulla costa est ci sono, ogni tanto, poi gli chiedo nell’ultimo mese quanto hanno surfato e la loro risposta nella maggior parte dei casi è imbarazzante nei confronti alle nostre uscite, ma poi mi vengono in mente le belle barre che lo scirocco ci regala e mi fanno subito tornare il sorriso.

RS: Saluta e ringrazia chi vuoi.                                                                                                     MATTEO: Prima di tutto ringrazio Riviera-Surf per questa bella chiacchierata, poi ringrazio di cuore i miei genitori che farebbero di tutto per potermi farmi sempre surfare, la mia sorellina Jennifer che è sempre al mio fianco, tutti i miei amici che mi caricano sempre a mille e i miei sponsor BIllabong, Vonzipper e Infinity surfboards. Grazie di cuore.    

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